Una semplice domanda che fa breccia nel cuore di uno dei miti più duraturi della nostra storia. Un quesito universale, che viene posto in qualunque paese del mondo.
Per questo è necessario promuovere un cambiamento culturale: la violenza sessuale non può essere eliminata cambiando look, o più semplicemente abito.
“…Se solo fosse così semplice, se solo potessimo porre fine agli stupri semplicemente cambiando vestiti…” recita la bellissima poesia “What I was Wearing”© di Mary Simmerling.Poesia a cui Cerchi d’Acqua si è ispirata per realizzare una mostra che, partendo dall’installazione artistica americana “What were you wearing?”, si calasse nella realtà milanese, territorio in cui il centro antiviolenza opera dal 2000, offrendo percorsi di elaborazione del trauma e partendo dal presupposto che ogni donna abbia in sé la forza e le risorse per uscire dalla violenza.
La mostra, inaugurata a Milano, dal 25 novembre 2018, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza alle donne, si è messa in movimento lungo tutta la penisola, attraversando i centri antiviolenza del territorio nazionale, grazie anche al sostegno di D.i.Re-Donne in Rete contro la violenza, di cui Cerchi d’Acqua è socia fondatrice.
L’obiettivo è decostruire alcuni stereotipi relativi alla violenza sessuale, primo tra tutti l’idea che l’abbigliamento possa esserne la causa e che l’atteggiamento e il comportamento della donna possano averla provocata.
Attraverso un indumento si racconta di violenza, molestie, stupri e abusi subiti da parte di estranei o partner occasionali, ma più frequentemente dal compagno di una vita che non accetta un “NO”, oppure da una fidata figura familiare, nelle sicure e insospettabili mura domestiche. È in questo contesto che va inquadrato il fenomeno della violenza alle donne, che spesso trova nell’opinione pubblica le più diverse giustificazioni.
Così, se gli aggressori sono sconosciuti, ci si chiede perché la donna non sia stata prudente; se sono conoscenti, ci si chiede se abbia provocato e in che modo lo abbia fatto; se sono mariti o partner si imputa la violenza all’eccessivo amore, alla gelosia o al raptus di follia.La mostra vuol essere quindi un momento di riflessione e una risposta tangibile a uno dei pregiudizi più pervasivi della nostra società, a partire dalle parole delle donne accolte da Cerchi d’Acqua.
“Com’eri vestita?”
sarà visitabile dal 07 al 14 Febbraio presso Palazzo Candiotti di Foligno (Pg)
Orari di apertura 10 -12 / 15 -18
Orari di apertura 10 -13
L’evento è stato organizzato dal Cav “Mia” di Foligno per Libera…Mente Donna e da Rete delle donne AntiViolenza ETS
con il sostegno di: Comune di Foligno, Comune di Bastia Umbria, Commissione Pari Opportunità Biblioteca delle Donne “Laura Cipollone”

