L’EMBLEMA DI UNA CRISI CHE SI SCARICA ANCORA SULLA PELLE DELLE DONNE, LIBERA..MENTE DONNA CHIEDE COERENZA ED IMPEGNO ALLE ISTITUZIONI.

Come è noto per i Centri Antiviolenza i finanziamenti vengono dati a singhiozzo e sono certamente insufficienti, ma oggi a Perugia e Terni i Centri Catia Doriana Bellini e Libere Tutte, che ospitano donne e minori in diverse strutture, rischiano di dover chiudere, perché non solo ancora non sono stati sottoscritti gli accordi e le convenzioni per il biennio 2019-2020, ma non è stato elargito un euro del finanziamento per il 2019. La situazione raggiunge livelli di disperazione, i creditori giustamente ci incalzano, riceviamo minacce di sfratto, di distacco delle utenze, legittime richieste delle donne e dei minori ospiti, non paghiamo gli stipendi alle nostre operatrici da molti mesi, professioniste impegnate che dedicano la loro vita alla sopravvivenza dei Centri Antiviolenza. L’associazione Libera…Mente Donna ha dovuto anticipate le somme di tutto il 2019 e ad oggi non può più proseguire, la situazione divenuta insostenibile.

Oggi noi operatrici dei due Centri Antiviolenza, gli unici con attività di ospitalità nel territorio regionale, e tutta l’Associazione Libera..Mente Donna ets comunichiamo l’amara necessità di interrompere il servizio dei due Centri Antiviolenza con residenzialità della Regione Umbria se entro il 10 Agosto non riceveremo almeno parte dei fondi del 2019.

Siamo pronte a scendere in piazza per lottare ed ottenere la prosecuzione delle attività dei Centri Antiviolenza Catia Doriana Bellini di Perugia e Libere Tutte di Terni, perché nessuna sarà lasciata sola e perché consideriamo il nostro come un lavoro politico per il cambiamento culturale della società. La violenza è un fenomeno strutturale e trasversale che necessita di politiche istituzionali legate al sociale, all’educazione e all’economia, che diano continuità e struttura alla rete dei servizi antiviolenza.

Siamo alla ricerca di soluzioni possibili che ci permettano di proseguire nel supporto e nell’ospitalità delle donne vittime di violenza e dei loro figli, perché purtroppo una sospensione delle attività dei due Centri Antiviolenza ad oggi è inevitabile, si tratta di una decisione molto sofferta e che non è una forma di protesta, ma una necessità.

Noi disconosciamo un sistema iniquo che rende la lotta alla violenza un insieme di attività e servizi precari e con finanziamenti discontinui che determinano incertezza e minore incisività, nonostante il massimo impegno delle donne dell’Associazione Libera..Mente Donna ets.

Se siamo giunte a questa decisione è perché lo sforzo di mantenere in vita i servizi e le attività è divenuto insostenibile. Non riusciamo più a trovare la forza di rispondere ai creditori. Non possiamo più proseguire senza ricevere il dovuto senza, soprattutto, alcuna garanzia futura nei tempi e nelle modalità. Siamo costrette ad una grave esposizione debitoria con le banche, per non parlare della lotta per sopravvivere, vista la “regola del Durc” che impone, come è giusto, una regolarità nella contribuzione, ma NON costringere gli Enti Locali a pagare con puntualità. Siamo un ente no profit che vive di convenzioni con le Istituzioni e possiamo sopravvivere solamente se la Pubblica Amministrazione tiene fede agli impegni presi in tempi congrui, per questo chiediamo alla Regione Umbria ed ai Comuni di Terni e Perugia di fare questo, mantenere in vita i Centri Antiviolenza Catia Doriana Bellini e Libere Tutte provvedendo ad erogare i fondi in tempi ragionevoli che ci permettano di proseguire.

NON cerchiamo colpevoli, ma VOGLIAMO soluzioni per tutte le donne dei CENTRI ANTIVIOLENZA!

SI FA PRESTO A DIRE ALLE DONNE “DENUNCIA” E CONTEMPORANEAMENTE NON GARANTIRE LA SOPRAVVIVENZA DEGLI SPAZI DI OSPITALITA’, ASCOLTO E DI SOSTEGNO!

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