Giustizia per Laura

Confermata la pena per il femminicidio di Laura Livi

 

Il 29 ottobre 2014 Laura Livi è stata uccisa nella sua abitazione dal marito, Franco Sorgenti, alla presenza delle loro due figlie di 2 e 7 anni chiuse nella stanza accanto. Il 22 luglio 2015 Franco Sorgenti è stato condannato in primo grado a 18 anni di reclusione per il femminicidio di Laura. Ieri, 27 aprile 2016, si è tenuta a Perugia l’udienza di appello che ha visto confermata la responsabilità dell’imputato e la condanna a 18 anni di reclusione.

Nonostante sia reo confesso Sorgenti non ha mostrato alcuna forma di ravvedimento, la difesa dell’imputato ha continuato a sostenere la motivazione della legittima difesa, l’omicida avrebbe risposto con 11 coltellate inferte sul corpo della moglie come reazione a un morso alla mano.

Ancora una volta sono state usate parole denigratorie e infamanti nei confronti di Laura da parte della difesa dell’imputato che non si è fatto scrupolo di fare torbide considerazioni circa la vita privata della coppia. Si è parlato di “incidente esistenziale” di cui l’omicida sarebbe in realtà vittima meritando pertanto la possibilità di ricostruirsi una vita, lui che la vita di sua moglie l’ha spezzata definitivamente. Parole ancor più gravi se si considera che sono state pronunciate nei confronti di una persona che non ha più la possibilità di replicare ma che non stupiscono se proferite da chi si rivolge alla Giuria Popolare, composta in buona misura da donne, chiedendo di prendere le distanze dalle “donne ideologizzate” e ricordando che esistono anche mogli e madri, rimandando ancora a un’immagine idealizzata della donna da letteratura trecentesca.

Ieri mattina, di fronte alla Corte d’Appello di Perugia, si è riunito un presidio composto dai parenti e dagli amici di Laura arrivati dalla provincia di Terni, dalla R.A.V. (Rete delle Donne Antiviolenza) e dalle associazioni Libera…Mente Donna e Terni Donne costituitesi parte civile nel processo insieme al Comune di Terni.

Ancora una volta chiediamo giustizia per Laura e per tutte le donne che come lei si trovano vittime di violenza da parte di uomini a loro vicini, a cui sono legate sentimentalmente, che quotidianamente dormono sotto lo stesso tetto e rimangono imprigionate in una situazione asfittica. Il femminicidio è l’ultimo atto di un’azione di controllo da parte dell’uomo che andrebbe fermato prima della sua più estrema conseguenza, perché non ci siano più madri, padri e figli costretti a piangere una propria cara che invece dell’affetto del proprio compagno ha trovato la morte.

 

Associazione Libera…Mente Donna

Associazione Terni DonneIMG-20160427-WA0003