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CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

I CENTRI ANTIVIOLENZA DELL’UMBRIA INTENDONO FARE CHIAREZZA

Centri Antiviolenza dell’Umbria, è il momento di fare chiarezza

A seguito di alcune recenti esternazioni, a mezzo stampa e anche all’interno del consiglio regionale dell’Umbria, sentiamo come operatrici dei Centri Antiviolenza di Perugia e Terni, gestiti dall’Associazione Libera…mente Donna, il bisogno di fare chiarezza e di precisare alcuni dati fondamentali.
I Centri Antiviolenza nascono tardivamente in Umbria nel 2014, e sin da subito si trovano a dare risposte concrete ad un numero impressionante di donne vittime di violenza: ad oggi le donne accolte dall’apertura dei due centri sono 553, numero in continuo aumento, mentre quelle ospitate hanno raggiunto il numero di 56, con 58 minori.
Sono numeri che parlano da soli e ci restituiscono l’importanza del lavoro che quotidianamente viene svolto nei Centri, grazie alla professionalità delle operatrici, acquisita a seguito di una formazione teorica e pratica certificata.
É bene ricordare che in ogni aspetto delle proprie attività (strutture, metodologia di intervento, personale, standard minimi) i Centri Antiviolenza fanno riferimento a principi elaborati a livello internazionale e nazionale dalle esperte del movimento delle donne, recepiti nelle direttive e nelle raccomandazioni sulla violenza contro le donne dagli organismi internazionali, quali UE, Nazioni Unite e OMS.
L’Umbria può finalmente contare su luoghi che non sono solo punti di accoglienza, ma costituiscono fucine di saperi, progettualità, speranze e competenze. Sono dei laboratori sociali in cui si sperimentano relazioni virtuose e azioni di prevenzione e formazione, attraverso interventi locali e territoriali mirati.
Tutto ciò che riguarda l’operato dei Centri Antiviolenza è assolutamente trasparente, a partire dai finanziamenti, che, come facilmente verificabile, non sono affatto “cospicui” come affermato dall’Associazione genitori separati, ma insufficienti, tanto da rendere essenziale il ricorso a una grossa quota di volontariato da parte di professioniste già sottopagate.
Utilizzare in maniera strumentale le singole vicende per screditare l’attività dei Centri Antiviolenza e conseguentemente tutta la rete antiviolenza, tanto faticosamente costruita nella nostra regione grazie all’impegno delle associazioni di donne, vuol dire non essere consapevoli delle conseguenze che tali affermazioni possono comportare, ancor di più quando provengono da esponenti politici di questa regione come il consigliere regionale De Vincenzi.
Cogliamo l’occasione per ricordare che la violenza su donne e minori è una violazione dei diritti umani e la società tutta ne è responsabile, è compito della politica e delle istituzioni tutelare non soltanto le vittime, ma anche chi quotidiamente si trova in prima linea nel contrasto e nella prevenzione.

Associazione Libera…mente Donna